Da procuratore a imprenditore e lo sviluppo delle attività regolatorie

Pubblicato da: Synthesis n.IX, 2012

Qualche giorno fa, durante una call conference con una ditta farmaceutica, in difficoltà nel far comprendere alcuni aspetti di una particolare normativa europea, non ho potuto fare a meno di tornare con la mente a trent’anni fa, quando questa mia avventura nel settore dei servizi regolatori è cominciata.

Oggi, per seguire dovutamente il mercato nazionale e internazionale di medicinali, biocidi, dispositivi medici, integratori alimentari e cosmetici ci vogliono approfondite conoscenze, sia delle normative, ma anche della chimica, della farmacologia e di altre specifiche discipline. Un lavoro che, almeno nel mio caso, impiega oltre 40 persone con differenti lauree specialistiche in ambito tecnico-scientifico. Durante la nostra audio-conferenza, ad esempio, eravamo in cinque: due chimici e un biologo, dalla parte nostra, e un tecnico di laboratorio e un amministrativo dall’altro capo del telefono.

Un esempio di successo nell'Italia in crisi: 50 assunti entro fine anno

Pubblicato su Wall Street Italia

Piu' di 40 dipendenti con 10 nuove assunzioni, di cui 8 a tempo indeterminato. Il caso di Di Renzo Regulatory Affairs. Le tre ricette vincenti: organizzazione, specializzazione ed espansione nelle componenti internazionali del mercato

Più di quaranta persone impiegate. Con dieci nuove assunzioni, di cui otto a tempo indeterminato e soltanto due con contratto temporaneo di apprendistato, quasi tutte persone neolaureate in discipline scientifiche: ingegneri biomedici, CTF, farmacisti, biotecnologi. Ovvero un aumento complessivo del personale di oltre il 25%. A questo si aggiunge una previsione di ampliamento dell’organico che dovrebbe portare, entro la fine dell’anno, addirittura a 50 persone regolarmente assunte. Malgrado l'enorme costo del lavoro e lo scarso aiuto che ci perviene dalle istituzioni.

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