Rappresentare l’azienda presso gli enti pubblici

Esperto tecnico scientifico il manager procuratore di Giorgio Bracco

Procuratore è un termine che, nell’ordinamento giuridico, sta a significare la persona che ha la delega a rappresentarne un’altra a seguito del conferimento di apposita procura. Nel settore farmaceutico la figura del procuratore ha però assunto un significato peculiare, derivato dalla prassi di lunghi anni. Egli è considerato, infatti, come colui che si occupa quasi esclusivamente dei dossier registrativi ma i suoi compiti si sono enormemente sviluppati in questi anni. La cosa si spiega anche con il fatto che opera a Roma, sede di ministeri e di altri uffici le cui competenze si sono moltiplicate con la riforma sanitaria.

Per vedere come agisce un tale personaggio, abbiamo posto alcune domande al dottor Sante Di Renzo, chimico, moltissimi anni in importanti aziende farmaceutiche nei vari settori della produzione dei farmaci, successivamente funzionario della Farmindustria quale esperto di problemi tecnico-scientifici della produzione e attualmente procuratore di una grande industria farmaceutica.

Come si svolge in concreto il ruolo di procuratore di una industria farmaceutica?

Ultimamente le funzioni del procuratore si sono enormemente arricchite di contenuto al punto da esigere una sempre maggiore capacità professionale. Egli si deve interessare come «longa manus» dell’impresa a Roma, dei problemi che attengono alle varie articolazioni aziendali (marketing, produzione, controlli-qualità, sperimentazioni), divenendo un necessario punto di riferimento per la strategia dell’azienda. La sua attività non si esaurisce quindi con cura delle pratiche di registrazione, ma investe una lunga gamma di questioni.
Conseguentemente il procuratore diventa interprete presso l’azienda del clima generale nel campo farmaceutico. Il termine « procuratore», come oggi inteso, risulta pertanto riduttivo e inadatto a rappresentare un lavoro così complesso e delicato.
Un filtro ai programmi

Qual è il rapporto procuratore-azienda?

I procuratori dell’industria farmaceutica svolgono la propria attività come l’azienda da cui dipendono chiede loro: se stessa si posiziona a livello alto per l’aspetto organizzativo e prospettico, sceglierà e utilizzerà quel procuratore in grado non solo di inserirsi proficuamente nella sua struttura, ma anche di filtrare e interpretare i fatti in relazione ai programmi dell’azienda stessa.

Quanti sono attualmente i procuratori?

E’ difficile darne il numero esatto. Le aziende leader del settore hanno previsto un procuratore alle loro dipendenze, altre invece hanno optato per conferimento dell’esclusivo incarico del disbrigo delle pratiche ministeriali a persone che curano più aziende contemporaneamente. Dirigente del futuro

Qual è l’inquadramento sindacale del procuratore?

Molti sono inquadrati nella categoria dei dirigenti in considerazione appunto delle responsabilità loro affidate che si concretano in una funzione tipicamente manageriale. Se l’inquadramento è a livello inferiore, quasi sempre ciò dipende da un più basso profilo aziendale in termini di realtà presenti e di prospettive di sviluppo.

Quale futuro è riservato al procuratore?

Ritengo che, sia per le grosse tematiche che stanno maturando in campo farmaceutico, sia per le evoluzioni organizzative del settore sanitario, il ruolo del procuratore tenderà a dilatarsi. Naturalmente le sue possibilità operative saranno in stretta correlazione con i programmi, le direttive e i mezzi offerti dall’azienda.

Per le aziende con sede lontana da Roma il procuratore assumerà sempre più una posizione determinante per i molteplici problemi connessi in special modo con lo sviluppo delle competenze dei diversi centri pubblici e provati che ruotano intorno al problema sanitario.

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