Botanicals, sicuri ma attenzione alle interazioni

Botanicals, sicuri ma attenzione alle interazioni

L’uso di integratori alimentari è ormai molto diffuso: il loro utilizzo è divenuto parte integrante della dieta e delle pratiche quotidiane della cura personale e il mercato ne offre molte combinazioni per ogni tipo di esigenza.

Tra gli integratori ritenuti più sicuri troviamo quelli a base di piante, considerati – erroneamente – salutari per eccellenza in quanto di origine naturale. Si tratta di sostanze e preparati vegetali, che la normativa europea sta cercando di inquadrare in norme sempre più stringenti per tutelare la salute dei consumatori senza limitarne la diffusione e gli effetti benefici che possono essere dimostrati dalla scienza.

Detti anche “botanicals”, sono generalmente a base di piante, alghe, funghi e licheni, e sono disponibili sul mercato degli integratori in varie associazioni, con etichette che ne vantano i potenziali benefici sulla salute.

Al di là delle considerazioni di sicurezza che valgono per qualsiasi prodotto che va ingerito, bisogna ricordare che le piante vanno coltivate e che il rischio di contaminazioni chimiche e microbiologiche è sempre dietro l’angolo.

I controlli a livello produttivo e le buone pratiche agricole sono tutti filtri che assicurano la sicurezza dei botanicals, ma anche il consumatore deve tutelarsi, scegliendo prodotti da aziende note e facendosi consigliare dal medico o dal farmacista.

Botanicals ma non per tutti

Un altro aspetto importante da considerare quando si valuta la sicurezza di un integratore è la situazione soggettiva del paziente: sebbene i botanicals siano di libero consumo, ciò non significa che non possano essere controindicati, ad esempio in alcune categorie di pazienti, come i bambini e gli anziani, durante la gravidanza e l’allattamento o in caso di specifiche patologie.

Anche l’assunzione di farmaci in concomitanza è un aspetto che non va assolutamente trascurato; sempre meglio chiedere consiglio al medico prima di andare incontro a eventuali problematiche.

Vediamo allora quali sono gli effetti di noti botanicals su alcuni medicinali utilizzati per il trattamento di patologie comuni e non.

Effetti dei Botanicals in concomitanza con medicinali

L’iperico, usato per la depressione, inibisce l’efficacia di alcuni farmaci, mentre il riso rosso fermentato, svolgendo lo stesso ruolo anticolesterolo delle statine, può potenziarne gli effetti collaterali gravi, come ad es. la rabdomiolisi.

La valeriana, considerata un tranquillante blando, può potenziare l’effetto di alcuni sedativi, mentre le alghe verdi sono controindicate nei pazienti con ipertiroidismo o che debbono limitare l’assunzione di sodio.

La Garcinia cambogia, recentemente molto in voga per le sue presunte proprietà che aiuterebbero a perdere peso, deve essere evitata in caso di assunzione di altri farmaci e integratori con effetti dimagranti.

Il guaranà, utilizzato per ridurre la fatica fisica e mentale, deve essere utilizzato con molta attenzione in caso di assunzione concomitante di alcuni farmaci: antibiotici, anticoagulanti, antiaggreganti, antidiabetici e anticoncezionali.

La passiflora, con i suoi effetti sedativi, può esacerbare l’azione dell’anestesie, mentre la Serenoa repens, largamente utilizzata per i problemi alla prostata, interagisce con alcune terapia ormonali.

La centella, dalle proprietà antinfiammatorie e ipotensive, può danneggiare il fegato se assunto con medicinali epatotossici, mentre la vite rossa, una pianta con proprietà astringenti e antinfiammatorie, può aumentare l’effetto del warfarin, un farmaco anticoagulante, fino al rischio di emorragia.

L’arancio amaro, comunemente utilizzato per favorire le funzioni del sistema nervoso e cardiocircolatorio, può interferire nell’azione svolta dai MAO inibitori e dal midazolam, attivi contro la depressione; invece l’arnica, considerata un antinfiammatorio e antidolorifico, può rallentare l’azione dei farmaci anticoagulanti e antiaggreganti.

Insomma, anche per i botanicals occorre prestare attenzione all’etichetta, chiedere consiglio al medico e tenere sempre bene a mente che anche le piante possono presentare livelli diversi di rischi e tossicità.

Solo così si potrà fare un uso consapevole e ragionato degli integratori alimentari a base di preparati vegetali, senza rischiare, nel tentativo di prevenire piccoli disturbi, di causare invece danni permanenti e assai più gravi per il proprio organismo.

Sante Di Renzo

Nel 1985 ho dato l’avvio ad una Agenzia di Affari Regolatori (Di Renzo Regulatory Affairs) che è, fortunatamente, in continua espansione, in Italia e all’estero.

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